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UNA CITTA’ SENZA REGOLE NON E’ UNA CITTA’ PIU’ TOLLERANTE. E’ SOLO UNA CITTA’ CORROTTA DOVE VINCE LA PREPOTENZA

 

In teoria le regole ci sarebbero. E’ che spesso non vengono fatte rispettare in nome di una “tolleranza” evocata come indispensabile per poter, lavorare, circolare, studiare, vendere, bere il caffè, comprare il giornale, andare in farmacia, fare un saluto, comprare la frutta, le sigarette etc…e forse scambiata a favore del consenso.

La Colleferro “tollerante” in cui ci piace vivere è dunque questa:



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Una città in cui le strisce pedonali e le rispettive rampe sono spesso ostruite dalle auto in sosta per “un minuto”… Peccato che la mamma con il passeggino indicata nella foto sia capitata nel “minuto” sbagliato e sia costretta ad attraversare irregolarmente proprio mentre sopraggiunge un’altra auto.

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Una città in cui, chi è corretto e parcheggia regolarmente all’interno delle strisce blu se disgraziatamente gli scade il ticket quasi sicuramente prende la multa…Gli ausiliari del traffico che ci stanno a fare sennò ?

Chi invece parcheggia sempre  irregolarmente al di fuori delle strisce blu, in mezzo ad una piazza, di fronte ad un passo carrabile, in doppia o tripla fila, sarà graziato dalla “tolleranza” perché gli ausiliari del traffico, loro, non possono intervenire in quel caso ed i vigili urbani, loro, essendo presenti gli ausiliari del traffico, saranno sicuramente impegnati altrove.

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Una città in cui ai giovani si insegna indirettamente sulla base dell’esperienza che i segnali stradali non si rispettano ma si interpretano, e poi si spendono soldi e ci si fregia di fare corsi sulla sicurezza stradale.

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Insomma, una vera e propria città “tollerante” ! Peccato che in tutto questo a rimetterci è:

Il disabile per il quale circolare diventa in incubo tra le barriere architettoniche permanenti e quelle temporanee causate dal cafone di turno.

Il genitore con il passeggino costretto a fare gimcane fra le auto non potendo usufruire delle rampe e delle strisce pedonali talvolta mettendo a rischio l’incolumità propria e del proprio bambino.

Chi paga e parcheggia regolarmente costretto nonostante tutto a subire i disagi causati da chi invece parcheggia infrangendo le regole e fregandosene degli altri.

Il cittadino che trova il passo carrabile della propria abitazione costantemente occupato da auto parcheggiate “temporaneamente” in divieto e che non ha che due alternative: aspettare i comodi del cafone di turno o chiamare i vigili sottoponendosi (semmai i vigili dovessero arrivare)  alle ingiurie del cafone a suo dire vessato ( quando in una città civile il cittadino non dovrebbe trovarsi in nessuna delle due condizioni !)

I polmoni dei cittadini ed in particolar modo dei bambini, vittime dell’aumento delle polveri sottili causate da una circolazione automobilistica poco fluida e caotica.

I commercianti che, checché ne dicano alcuni di loro, sono penalizzati dal fatto che le loro vetrine e l’ingresso dei loro negozi siano soffocati dalle auto in sosta piuttosto che essere visibili e facilmente accessibili ai passanti.

Il motociclista e il ciclista, ma anche l’automobilista in genere, costretti a causa delle auto ferme in doppia fila o parcheggiate a spina lungo il corso (semplicemente per pigrizia e menefreghismo) ad effettuare a proprio rischio repentini cambi di corsia.

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I giovani e la loro educazione al rispetto delle regole, messa a dura prova da un ambiente in cui esce vincitore sempre e comunque chi se ne frega delle regole e del bene della collettività anteponendo sempre e comunque il comodo proprio. Ovvero il prepotente di turno.

A rimetterci è anche e soprattutto un rapporto limpido e chiaro tra chi le regole dovrebbe farle rispettare ovvero le istituzioni ed i cittadini. Una situazione come quella attuale, in cui un divieto non viene fatto rispettare al 99%, è solo una situazione poco chiara che lascia spazio ad un discutibile arbitro di applicare o non applicare le regole ( in base a cosa ?!!!!)

Se si stabilisce che, per non scontentare i commercianti (come spesso si dice) le auto in divieto di sosta e di fermata possono in realtà sostare, perché non si elimina semplicemente il cartello di divieto ristabilendo  coerenza tra le regole e la loro applicazione ? Perché si preferisce la mancanza di chiarezza  ?

Vista la situazione attuale, è ovvio che se a Colleferro da domani si cominciasse a far rispettare le regole arriverebbero uno tsunami di multe e le lamentele giuste di chi, essendo stato abituato a fare come gli pare,  si troverebbe di punto in bianco spiazzato da uno schizofrenico e per questo prepotente cambio di registro. E’ proprio questo il risultato della mancanza di chiarezza e di una tolleranza malintesa che lascia ampio spazio al libero arbitrio sull’applicazione delle regole. A questo punto nasce un dubbio: non è che questa mancanza di chiarezza e coerente rapporto tra regole e loro applicazione, oltre che al prepotente di turno, fa comodo anche a qualcun’altro ?

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N.B. Le foto sono state scattate con cellulare in due occasioni diverse, percorrendo in entrambe per soli 10 minuti le strade del centro cittadino. Le situazioni riportate sono riscontrabili e documentabili quasi tutti i giorni negli stessi luoghi.

Un commento

  1. piero capogrosso manduria

    14/12/2014 @ 16:52

    Ragazzi,
    niente problemi, è la democrazia italiana! Saranno gli Arabi a raddrizzarci la schiena!

    Rispondi

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