Post Format

PUBBLICITA’ STRADALE_VERGOGNA NAZIONALE !!!

[dal blog di Roberto Botturi]

Ogni paesaggio, compreso quello urbano, ha una propria suggestività. La bellezza di ogni luogo va ricercata, rincorsa e recuperata perché la bellezza è un elemento indispensabile per la qualità della vita, oltre che essere una prerogativa utile al turismo, primaria fonte di reddito nazionale.

Se il paesaggio sta meglio, l’uomo sta meglio.

Negli ultimi anni, l’Italia, ha messo fortemente in crisi il proprio paesaggio. Resistono le città d’arte, dove lo scempio è relativamente contenuto e resiste ciò che è quasi impossibile deturpare: costruire sulle montagne e sull’acqua è fortunatamente antieconomico.

Tutto il resto è compromesso dal cemento, dalla mescolanza di abitazioni e capannoni, dall’illusione di puntare sulla logistica come ideale di sfruttamento del territorio nazionale e non su una risorsa che nessuno ci può copiare, sottrarre o spostare in Cina: il paesaggio.

Una delle forme più basse di degrado del territorio è quella dei cartelloni pubblicitari stradali.

cartelloni pubblicitari a Roma

 

Mentre percorriamo provinciali e statali veniamo bombardati da cartelloni segnaletici di ogni foggia, dimensione, colore e di indubbia bruttezza, regolari o abusivi (da fonti non ufficiali si parla di una percentuale degli impianti abusivi attorno all’85%).

Molti Paesi come Austria, Francia, Germania non ne hanno mai permesso la diffusione, molti altri li hanno eliminati con azioni dirette (Spagna, Brasile), anche ordinandone la rimozione da un giorno all’altro. E il Bel Paese cosa aspetta?

Lo scopo di questa pagina è creare attenzione e consapevolezza sulla bruttezza di questa forma di degrado in modo che un giorno possa essere dato un colpo di spugna per spazzarlo a beneficio di tutti, pubblicità compresa.

a sinistra gli effetti di un paesaggio compromesso. sul palo la targhetta della concessione. tutto regolare quindi!

 

TROPPA PUBBLICITA’ NON SERVE

I cartelloni pubblicitari sulle strade sono proliferati fino all’esasperazione e il fenomeno dell’abusivismo ha distrutto e saturato il settore, tradendo la prima regola della pubblicità: se una persona urla la bontà del proprio prodotto viene ascoltata. Se mille persone urlano, non vengono ascoltate.

Sulle statali e provinciali i cartelloni pubblicitari sono regolamentati ma la loro diffusione esce da ogni controllo degli enti, al punto che alcune società riescono a posizionare abusivamente nuovi impianti sul suolo demaniale senza chiedere permessi.

In molti luoghi i cartelli sono estremamente ravvicinati, con scritte molto piccole, impossibili da leggere durante la guida.

 

Tutti i paesi europei hanno vietato i cartelloni per sempre. Il guadagno per il paesaggio è notevole e la pubblicità regolamentata viene valorizzata. In Alto Adige, la regione più sensibile al paesaggio, questa forma di pubblicità è vietata da sempre e nel 2007, la vendita degli spazi pubblicitari delle pensiline degli autobus della regione dolomitica ha fruttato tanto denaro da finanziare la sostituzione di tutte le pensiline senza attingere nulla dalle casse regionali.

Vi siete mai chiesti perché il rientro dall’Austria in Val Pusteria non è soggetto allo shock paesaggistico come il rientro da tutti gli altri valichi di confine?

Le strade in Svizzera (sopra) e Germania (sotto) sono più o meno trafficate ma completamente prive di cartelli stradali se non quelli segnaletici indispensabili. In Svizzera è consentita l'installazione locale di un cartello pubblicitario per ogni ditta esistente. Il buon senso applicato alla legge.

 

LE REGIONI CI METTONO LO ZAMPINO… PER IL LORO PROFITTO

La Lombardia, per esempio, non solo non impedisce e non controlla la proliferazione di questa forma anacronistica di pubblicità, ma la asseconda e cerca in essa il proprio business. Gli impianti che vedete qui sotto (dall’architettura estrosa) sono stati installati proprio su indicazioni della regione Lombardia, con tanto di logo (la rosa camuna verde). Sono comparsi qualche anno fa in migliaia di esemplari su tutte le provinciali anche in luoghi molto discutibili. Oggi molti sono fuori uso.


 

PROLIFERANO FINO ALL’ESASPERAZIONE

Sono centinaia di migliaia gli impianti in Italia e il fenomeno, senza contrasti seri, è costantemente in crescita. Nessuno ha interesse a recuperare le installazioni abbandonate e in poco tempo diventano pericolose e degradanti.

Moltissime installazioni nuove che attendono che la pubblicità sia venduta. A volte anche per sempre.

 

La Spagna ha eliminato da un giorno all’altro tutte le installazioni pubblicitarie lungo le strade, lasciando intatte, dopo una petizione popolare, le sagome del celebre toro Osborne, considerate oramai parte del paesaggio. Questa è la prova che le pubblicità possono essere anche molto gradevoli (ed efficaci).

La famosa sagoma del toro Osborne, considerata dagli spagnoli come patrimonio della tradizione e del paesaggio.

_________________________________________________________________________________________________

QUALI SONO I MOTIVI PER CANCELLARE O RIDIMENSIONARE LA PUBBLICITA’ STRADALE ?

Elencherò di seguito alcuni motivi per cui vale la pena eliminare le pubblicità stradali, lasciando volutamente per ultimo il motivo della bruttezza intrinseca che questi impianti hanno, con lo scopo di arrivare dritto a al cuore di chi è più portato a pensare al profitto e alla sicurezza più che alla bellezza del territorio e alla possibilità di sfruttamento economico di un territorio più pulito.

01) SONO PERICOLOSI PER LA CIRCOLAZIONE

Sono pericolosi per il traffico sia perché ostruiscono in modo violento la via di fuga laterale alla strada.

Un’uscita di strada a causa di una brusca frenata o di una foratura, che potrebbe risolversi con un semplice spavento, può diventare letale se si va a sbattere, soprattutto in motocicletta, contro una di queste robustissime strutture.

Cercate con un motore di ricerca “contro cartellone pubblicitario” per capire il fenomeno.

02) DISTRAGGONO

Sono pericolosi per il traffico perché sono distraenti se non recano addirittura immagini provocanti o accattivanti.

03) SONO ILLEGGIBILI

Sono farciti di scritte microscopiche, impossibili da appuntare o ricordare durante la guida a qualsiasi velocità, persino per il passeggero. Provare per credere. Spesso sono ravvicinati e coperti di vegetazione. Per la maggior parte si vedono solo di giorno, offrendo un servizio limitato.

04) SI CONFONDONO CON LA SEGNALETICA STRADALE

 I cartelloni si confondono con le scritte utili e con i cartelli istituzionali.

05) LA POSA IN OPERA E RIMOZIONE E’ PERICOLOSA

Molti cartelli vengono posizionati in luoghi impossibili, con cantieri che non rispettano le norme di sicurezza.

06) COSTANO ALLA COMUNITA’

La rimozione risulta costosa per le nostre tasche (migliaia di Euro a cartello) per non parlare del costo di manutenzione del margine demaniale che aumenta in proporzione all’aumentare degli impianti. Togliere il verde in eccesso e i rovi durante la crescita è infatti molto più complesso con i cartelli che senza.

07) APPAIONO E SCOMPAIONO

La versione provvisoria delle pubblicità lungo le strade è molto più arrogante, spesso abusiva e pericolosa per chi guida.

08) SONO CATALIZZATORI DEL DEGRADO AMBIENTALE

La bruttezza e il degrado riducono il senso di colpa di abbandonare rifiuti o nell’evitare la manutenzione del verde.

09) SONO BRUTTI se non MOSTRUOSI

Gli Italiani fanno scuola nell’abbinamento dei vestiti ma sono totalmente insensibili alla bellezza del territorio. Neanche col grigio del cemento si abbinano tutti i colori.

————————————————————————————————————————————————– Questo era un estratto dal blog di Roberto Botturi – www.robertobotturi.it

INTANTO IN OLANDA E NEL RESTO D’EUROPA…

 

8 commenti

  1. Tutto vero! Mi occupo di comunicazione ma per fortuna ad un livello diverso da quello della cartellonistica stradale.
    Vedere questa mescolanza di messaggi, crea solo confusione e fa si che non si percepisca alcun messaggio monitorato (anche se ce ne fosse uno  fatto bene!).
    Scritte piccolissime che vedresti solo se  uno passeggiasse sul ciglio della tangenziale, o accozzaglie di colori / testi / immagini che riescono a distrarre ma non ad attirare l’attenzione o a trasmettere il messaggio voluto.
    Sono da poco rientrato in Italia (ero fuori in vacanza) e devo dire che i miei occhi all’estero si sono proprio depurati…
     
     

    Rispondi
  2. complimenti condivido tutto. ma sembra che da noi manchi il senso del bello (forse ne abbiamo avuto troppo in passato) .
    senso del bello è avere aspirazioni, responsabilità verso i canoni o le sensazioni che si riescono a suscitare.
    io abito ad anagni. provate ad uscire dal casello autostradale e andare verso la città… veramente uno schifo. 
    come hanno risolto questo in altri luoghi? qualcuno conosce casi di pulizia dalla cartellonistica stradale ? 
    ciao a tutti LUigi 
     

    Rispondi
    • Scrivo da Trento e per fortuna, in trentino e alto adige, da sempre, è in vigore una legge che semplicemente vieta la pubblicità lungo le strade extra urbane. Qualche anno fa ci hanno provato con i cartelloni mobili ma per fortuna la nostra provincia li ha stroncati subito. Ogni volta che passo i confini regionali rimango sconvolto da tutta la bruttura che si sussegue sulle strade, veramente incredibile che vada bene a tutti, che nessuno, o quasi, senta il bisogno di ribellarsi a tale degrado. Personalmente, se non costretto, per le mie vacanze, passo sempre il confine a nord del brennero, coì non sono costretto a subire tanto schifo.

      Rispondi
  3. Pingback: COLLEFERRO INDIETRO TUTTA: LA CARTELLOPOLI COLLEFERRINA || Leggenda Urbana ||Storie di Colleferro

  4. roberto toso

    13/07/2012 @ 14:57

    Anch’io condivido tutto, compresi i commenti di coloro che mi hanno preceduto, è da tempo che penso a cosa si potrebbe fare per eliminare lo scempio del paesaggio, ma forse da solo sono troppo piccolo per iniziare una battaglia troppo grande contro le lobby pubblicitarie, perciò sarebbe interessante cominciare a diffondere un’idea e perchè no un progetto.
    ciao
    Roberto

    Rispondi
    • Caro Roberto,
      La battaglia è davvero grande anche perché in molti si stanno o si sono già abituati allo scempio che davvero non ha eguali in nessun paese del mondo.
      Ti segnalo, se non l’hai già visto, un sito che si chiama http://www.cartellopoli.net che contrasta il fenomeno a Roma. Servirebbe che associazioni come cartellopoli nascessero un po’ dappertutto per agire a livello locale contro la follia in atto in Italia. Servirebbe anche che qualche amministratore locale avesse il coraggio di dire basta, eliminando lo schifo dal proprio comune e costiuendo in tal modo l’esempio reale di cosa possa essere un comune con le strade libere dalla selva di cartelli. Purtroppo questi esempi mancano in Italia e per questo la gente considera “la cartellopoli” un fatto normale.

      Rispondi
  5. Cristina Parmigiani

    23/10/2012 @ 09:37

    Siamo in tanti a pensarla così, perché non ci organizziamo per la raccolta firme e non presentiamo una petizione popolare? In Spagna ci sono riusciti, possiamo farcela anche noi…
    Io ci sono!

    Rispondi
  6. Pietro Merlo

    01/03/2017 @ 15:16

    Sono d’accordo che la pubblicita’ stradale crea un disturbo alla circolazione stradale, essendo a conoscenza delle regola del regolamento del C.D.S, dove da delle indicazioni abbastanza precise.
    Ma in realta’ sulla strada si vedono dei cartelli pubblicitari che a dir poco fanno confusione.
    Gli adetti, responsabili delle strade dovrebbero essere piu’ responsabili, prima di autorizzare l’installazione del cartello dovrebbero avere la conoscenza , o la coscienza applicare il regolamento.
    Ma purtroppo nessuno si prende la coscienza di fare questo.
    Scrivo questo per esperienza, dove ho trovato un tecnico responsabile di una provincia Lombarda che ha cercato di dare una regolamentazione dell’installazione della pubblicita’ sulle strade provinciali, ma dopo tre anni di battaglie e’ stato messo in condizione di cambiare uffico.
    Quindi , tutto dipende della politica , e fa pena.

    Rispondi

Lascia un commento

N.B.:La mail non viene pubblicata - Campi obbligatori*.