Post Format

MOBILITA’ CICLABILE A COLLEFERRO: E’ SOLO MANCANZA DI INFRASTRUTTURE?

La presenza delle infrastrutture sono uno dei fattori determinanti per lo sviluppo di una mobilità ciclabile ma non sono il solo. Lo conferma lo studio svolto dall’Ing. Andrea Colaiacomo in occasione del 1° Archeo Ciclo Tour di Colleferro. 

Andrea Colaiacomo scrive:

“Al momento la bicicletta risulta essere uno dei migliori mezzi per spostarsi in città:

  • è più veloce dei pedoni;
  • spesso è più veloce delle automobili (va più lentamente, ma si riducono le perdite di tempo per congestione e mancanza di parcheggi).

Nonostante questo la mobilità in bicicletta in Italia registra ancora percentuali bassissime (dati audimob)

  • il 44% della popolazione possiede 2 o più auto;
  • il 33% della popolazione possiede una sola automobile;
  • solo il 23% della popolazione non possiede l’automobile.

Il 57% della popolazione possiede biciclette, ma solo il 20% della popolazione le utilizza abitualmente

Le amministrazioni pubbliche investono poco per un reale sviluppo della mobilità ciclabile che oltre a richiedere infrastrutture (piste ciclabili e messa in sicurezza dei percorsi promiscui), richiede appositi studi di mobilità, ma anche attività di sensibilizzazione per il necessario cambiamento culturale.

Proprio per iniziare a studiare la componente culturale richiesta in un cambiamento delle abitudini di mobilità, ho intrapreso alcune attività che forniscono qualche dato interessante.

Il campo di studio è la città di Colleferro (RM) posizionata su un territorio collinare, con una viabilità quasi interamente percorribile in bicicletta, ma senza alcuna infrastruttura dedicata a questo tipo di mobilità.

Il primo evento organizzato è consistito in una visita culturale al museo archeologico, al museo delle telecomunicazioni e ai rifugi antiarei di Colleferro. Nella pubblicizzazione dell’evento non è stato descritto il percorso per non influenzare i partecipanti. Vi è stata la partecipazione di circa 30 persone non appartenenti a gruppi ciclistici professionali o amatoriali. L’età media era intorno ai 25 anni.

Il percorso era totalmente incluso nel centro abitato di Colleferro per una lunghezza di 3,3 km.

Come noteranno i più assidui utilizzatori della bicicletta, la distanza per un percorso in bicicletta è molto breve, infatti mantenendo una velocità di circa 12km/h (velocità abbastanza ridotta richiesta dal gruppo promiscuo) si rimane in strada circa 15min.

Come già detto, il giro in bicicletta non è stato fine a se stesso, ma prevedeva visite guidate i musei cittadini. In totale l’evento è durato 2 ore, quindi 1 ora e 45 minuti di visite e 15 minuti per gli spostamenti.

Visita al museo archeologico di Colleferro

Visita al museo delle Comunicazioni di Colleferro

Visita ai rifugi antiaerei di Colleferro

A piedi lo stesso percorso avrebbe richiesto circa 40 minuti (con una velocità di 5km/h) ed in macchina ci sarebbero stati notevolissimi problemi di parcheggio anche utilizzando solo 5 macchine (il numero minimo necessario a trasportare 30 persone).

Al termine della pedalata è stato consegnato un semplice questionario con due domande principali:

Come ti è sembrato il percorso?

  • Troppo corto
  • Va bene così
  • Troppo Lungo

Quante volte usi la bicicletta?

  • Quotidianamente
  • Spesso
  • Qualche volta
  • Raramente

Le risposte a queste due domande, a mio avviso, sono molto interessanti.

Dai grafici si può notare come il 64% dei partecipanti abbia affermato che il percorso è stato TROPPO CORTO e il 36% ha affermato che il percorso era adeguato.

Nessuno dei partecipanti ha detto che il percorso è stato troppo lungo.

Allo stesso tempo il 73% dei partecipanti afferma di utilizzare poco la bicicletta (55% qualche volta e 18% raramente).

Nessuno dei partecipanti all’evento utilizza la bicicletta quotidianamente.

Si fa notare che il centro urbano di Colleferro è incluso in un cerchio di diametro pari a 2km ovvero la distanza tra un estremo e l’altro della città è inferiore al percorso fatto durante l’evento. Tutti gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro, quindi, potrebbero essere fatti in bicicletta riducendo congestione ed inquinamento ed aumentando salute e sicurezza.

Nonostante il campione analizzato non sia statisticamente rilevante rispetto alla città risulta comunque evidente la discrepanza tra le risposte alle due domande.

Potrebbe essere interessante ripetere l’esperienza in altri contesti e approfondire l’analisi con alcune domande sul perché la bicicletta non viene usata negli spostamenti quotidiani.

In conclusione, tornando alla domanda iniziale “mobilità ciclabile è SOLO mancanza di infrastrutture?”, la risposta per il momento è “NO!”. Esiste ANCHE il problema dell’abitudine all’utilizzo quotidiano dell’automobile per tutti gli spostamenti che richiede un cambiamento non facile da attuare e far attuare”.

Per saperne di più: www.ingegneriacolaiacomo.com

 

 

 

3 commenti

  1. Maurizio Torbidoni

    21/06/2012 @ 04:39

    Pista ciclabile a Colleferro, assieme a qualche mezzo di trasporto collettivo elettrico? Era in alcuni programmi elettorali alle ultime elezioni amministrative della città, ma non in quello del nostro Sindaco e della sua giunta.
    Sono d’accordo, anche se sui dettagli si può discutere, ma prima è necessario rinnovare la classe dirigente della città, speriamo presto.

    Maurizio Torbidoni, IDV Colleferro

    Rispondi
  2. Roberto Bellotti

    06/01/2013 @ 06:52

    Buongiorno, sono convinto che la strada verso la riqualificazione del centro urbano di Colleferro passi anche attraverso
    a) la creazione di una rete di trasporto pubblico urbano decente; 
    b) l’incentivazione dell’utilizzo della bicicletta.
    Con riferimento al servizio di trasporto pubblico quello attuale è assolutamente inadeguato perchè:
    a. non è sufficientemente coordinato con gli orari dei treni;
    b. non consente di capire a che ora e dove passano le linee;
    c. non dispone di servizi alle fermate decenti (tettoie, panchine, protezioni);
    d. non copre tutte le aree residenziali

    Per quanto riguarda l’utilizzo della bicicletta, si potrebbe semplicemente prendere spunto da quanto avviene in città più avanzate. Cito solo a mero titolo di esempio

    http://fiab-onlus.it/bici/bici-in-citta/bici-in-citta-news/item/355-citt%C3%A0-che-ci-illuminano-groningen.html

    Anche in Italia esistono esempi di città che hanno incentivato l’uso della bici con risultati sorprendenti quanto a qualità della vita, con modestissimi impegni di risorse economiche. A Colleferro mi sembra che la direzione intrapresa vada, per il momento nel senso opposto. Ci sono stati segnali di inversione di rotta negli ultimi mesi ma alle parole non sono seguiti fatti concreti che, anzi, spesso smentiscono le intenzioni (mi riferisco alla rimozione della rastrelliera in piazza Italia in occasione dell’ultimo rifacimento)  

    Di conseguenza a Colleferro registriamo un utilizzo esagerato del mezzo privato; con code assurde nelle ore di punta in aree critiche della città, favorite pure da scelte urbanistiche non felicissime (mi riferisco ad esempio all’allargamento della rotatoria del Colosseo che ha aggravato una situazione già critica).

    Noi cittadini possiamo comunque dare il nostro contributo migliorando i nostri comportamenti e le nostre abitudini.    

    Nel concludere vorrei esprimere il mio apprezzamento per la lodevole iniziativa del blog.

    Cordiali saluti

    Roberto Bellotti 

    Rispondi
    • Roberto,

      La direzione intrapresa a Colleferro è totalmente nel verso opposto, anche se parlare di direzione presuppone che ci siano state una programmazione ed una scelta, cosa alquanto improbabile, vista la situazione.

      Ho letto con attenzione l’articolo su Groningen di cui hai indicato il link e mi hanno colpito sopratutto alcuni passaggi;

      Il primo dove si dice che a Groningen nel centro storico non esistono spazi sosta auto nelle strade, salvo pochissimi rari casi. Ebbene a Colleferro si parcheggia selvaggiamente dappertutto ed in ogni modo “altrimenti i commercianti si lamentano”, basti vedere piazza Gobetti o viale xxv Aprile, piazza della Repubblica, largo Santa Caterina..ridotti a distese di auto parcheggiate selvaggiamente.

      Il secondo dove si parla di rastrelliere per biciclette ogni dove. Ebbene le ultime (e forse anche le prime) sono state eliminate da Piazza Italia in occasione del rifacimento della piazza, come ricordi tu nel tuo commento. Forse le avranno utilizzate per parcheggiare le nuove bici assegnate ai vigili urbani (aspettiamo ancora di vederli pedalare su ponte sabotino, vista la posizione ideale rispetto al centro della città della nuovissima caserma!)

      Il terzo, dove si dice che “ Il piccolo commercio fiorisce, di ogni genere: frutta e verdura, abbigliamento, panettieri, oggettistica o mobili, anche merci ingombranti (trasporto a domicilio) – l’uso della bicicletta, ed in particolare in zone chiuse al traffico è un netto vantaggio per il piccolo commercio nei confronti della grande distribuzione. La cosa è nota ma non è ancora entrata nella testa dei nostri negozianti, abbarbicati all’auto davanti alla vetrina, magari in seconda o terza fila” Ebbene a Colleferro si va esattamente nella direzione dell’auto davanti alla vetrina a dispetto di ogni regola sia del codice della strada che di pura e semplice civiltà.

      Ma il passaggio più importante è questo: “la differenza maggiore non è “la gente”, che non è più brava e corretta, o “la cultura della bicicletta”, che non è nata dal nulla, ma proprio nella gestione pubblica, che costruisce regole chiare e non aggirabili (o che rendono inutile l’aggiramento), invece che fasulle, con mille deroghe e suggerimenti a fare i furbi, o solo per farsi immagine”.

      Insomma a leggere l’articolo su Groningen ci si rende conto che a Colleferro non ce ne è una che vada nella giusta direzione.

      Lasciando da parte lo scoramento, vale la pena diffondere il più possibile questi esempi virtuosi e pertanto ti ringrazio. Sto prendendo contatti con l’autore dell’articolo per poterlo pubblicare direttamente anche su LU.
      Grazie
      Paolo

      Rispondi

Lascia un commento

N.B.:La mail non viene pubblicata - Campi obbligatori*.