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LE PASSIONI DI COLLEFERRO: LO SKATEBOARDING

Foto di Andrea Costantini_Skateboarding a Colleferro

“A Colleferro lo skatepark è una piccola realtà, non solo per i cinque-dieci skater colleferrini, ma anche per chi viene dai paesi limitrofi. C’è gente che ogni settimana, almeno un paio di volte parte da Latina, Frosinone e provincia per venire a skateare a Colleferro”, però… 

Interpellato per informazioni sullo skate park e la pratica dello skateboarding a Colleferro, Andrea Costantini è un fiume in piena:

Lo skatepark è nato circa quattro anni fa, dopo quindici anni di richieste alle varie giunte, sindaci, assessori allo sport che si sono succeduti al Comune di Colleferro. Durante i quindici anni c’è chi ci ha promesso il mondo, e chi di mettere insieme cento milioni del vecchio conio e prendere in gestione un giardino comunale, aprirci un bar, e sempre a spese nostre costruire una rampa……… forse con i miei amici non eravamo i più svegli tra i ventenni, ma se avessimo avuto centomilioni avremmo aperto uno skatepark tutto nostro piuttosto che un bar in un giardino comunale!!!

Foto di Andrea Costantini_Street Skateboarding

Durante tutto questo tempo un giorno ci ritrovammo con una mini-rampa, comprata non si sa per quale motivo dal comune, insieme ad altri giochi per bambini e sistemata sempre presso il parco fluviale, ma lungo il lato nord dello stesso, ma grazie all’umidità che sale dal fiume e alla “mala-gestione” del Comune che non si adopererò per la manutenzione della stessa, questa nel giro di circa due anni finì in disuso quasi completamente logora.

Venimmo anche accusati di non esserci adoperati abbastanza per la manutenzione della mini-rampa, quando oltre ad usarla cercavamo a spese nostre di mantenerla in ordine e funzionante.

Tornando ai giorni nostri, dopo la creazione di un’associazione sportiva no profit, svariate chiacchierate, e richieste siamo riusciti a convincere la giunta comunale capitanata da Cacciotti affinché venisse costruito uno skatepark. Da un’area di 900mq iniziali, dove poi è sorto il tiro con l’arco, siamo finiti relegati in un angolo del parco fluviale in un’area di circa 250mq, dove il comune si è adoperato per la costruzione di uno skatepark, comprando tre strutture in legno dalla ditta Cooping, per la “modica” cifra di trentamila euro (i prezzi non sono esagerati, anzi sono in linea anche con le altre ditte esistenti in Italia, ma i soldi si sarebbero potuti spendere meglio costruendo delle strutture in cemento che sarebbero durate ben più a lungo di quelle ora presenti), e con qualche soldino avanzato ricevemmo l’illuminazione notturna che ha sempre funzionato a fasi alterne.

Foto di Kokeshi Design_Skatepark Colleferro

Dal settembre 2007 l’associazione che aveva preso in gestione lo skatepark ha organizzato due contest, ci si è adoperati per la manutenzione delle strutture comprate dal comune, sono stati costruiti e aggiunti anche dei “muretti”, ci si è ammazzati di lavoro per la pulizia, il taglio dell’erba, e la potatura di alcuni alberi del parco, che era in cogestione con il tiro con l’arco, senza mai ricevere aiuto da nessuno, compresi gli stessi arcieri!

Foto di Andrea Costantini_Skatepark Colleferro

Durante gli anni è stato più volte richiesto al Comune, come presente sulle norme contrattuali di gestione, che venisse fatta la manutenzione necessaria alle strutture in legno, ma ci è stato sempre risposto che il Comune non aveva i fondi necessari alla manutenzione, a questo punto visti i ripetuti no del Comune, dopo tre anni di gestione, l’averci rimesso dei soldi, ed il continuo deterioramento delle strutture, l’associazione decise di prendere le distanze lasciando la gestione dello skatepark.

Ad oggi lo skatepark è ancora esistente, anche se non tutte le strutture presenti sono sfruttabili, visto che alcune cadono letteralmente a pezzi.

Lo skatepark sfortunatamente non è gestito da nessuno, anche se, non capisco perché una struttura comunale debba per forza essere gestita da un privato tramite un’associazione no profit e non possa essere pubblica e gratuita.

Mi chiedo: perché dopo una spesa di trentamila euro il Comune di Colleferro lascia che finisca tutto distrutto?

Flyer di uno dei Contest realizzati con il patrocinio del Comune di Colleferro

Posso dire che mi piacerebbe o sarebbe bello che il Comune o chi per lui spendesse dei soldi per ripristinarlo, sarebbe ancora meglio, visto che a Colleferro ci sono diversi “giardini pubblici” in disuso, che lo skatepark fosse spostato in una zona più centrale e magari fosse ampliato, magari ripristinando le vecchie strutture e aggiungendone di nuove. Abbiamo  anche l’esempio di Castrezzato dove con una spesa molto minore (all’incirca la spesa iniziale è stata di tremila euro) e con il lavoro degli skater del luogo si è potuto creare uno skatepark niente male riconosciuto a livello europeo!

Scusa il piccolo sfogo Paolo ma dopo tanti anni di sbattimento, è difficile ingoiare una pillola tanto amara!

Da una parte mi dispiace ma questa è la realtà, non è sterile polemica, dall’altra sono contento che dopo tanti anni il Comune di Colleferro si sia impegnato per qualcosa di diverso per permettere a chi non gioca a Calcio o a Rugby di poter praticare uno “sport” differente; L’unico problema è che il Comune vuole scaricarsi da ogni responsabilità e ogni onere, e questo dal mio punto di vista questo non è giusto.

Come ti ho detto la soluzione migliore potrebbe essere di rifare il park in cemento e scaricare la responsabilità nel caso ci si dovesse far male agli stessi fruitori con un bel cartello “skateate a vostro rischio e pericolo”, e continuare a dare agli skater la possibilità di continuare a skateare in luogo sicuro, e non come è accaduto per anni per strada, o all’interno del parcheggio mezzi dell’italcementi.

Foto di Andrea Costantini_Skateboarding nel parcheggio dell'Italcementi

A Colleferro lo skatepark è una piccola realtà, non solo per i cinque, dieci skater colleferrini ma anche per chi viene dai paesi limitrofi, c’è gente che ogni settimana, almeno un paio di volte parte da Latina, Frosinone e provincia per venire a skateare a Colleferro, ci sono ragazzi di Artena e Valmontone.

Lasciare lo skatepark in stato di abbandono è una perdita non solo da parte degli skaters ma anche da parte del Comune che in questo modo ha buttato al vento soldi pubblici che si sarebbero potuti spendere in maniera migliore.

Colleferro, sebbene dotata di attrezzature di livello per la pratica sportiva, manca di strutture fruibili da tutti gratuitamente e liberamente, campetti per la pratica di sport come il basket, la pallavolo o il tennis, una pista di pattinaggio. Anche per il calcetto, l’unico campetto che da anni sopravvive è quello dei giardinetti del Boccaccio (Cetorelli).

Ci sono diversi giardini pubblici completamenti abbandonati a se stessi e al degrado, basterebbe risistemarne uno qualsiasi invece di continuare a crearne di nuovi che resteranno chiusi e la situazione sarebbe migliore per tutti!

Giusto per farti qualche esempio, ci sono i giardinetti lungo via Latina all’altezza della svolta del tempietto di Santa Barbara che sono chiusi da anni; Basterebbe ripulirli, sistemarli e sarebbe un luogo centrale dove poter mettere uno skatepark e per esempio un campo da basket; Ci sono i giardinetti lungo via Consolare Latina, a ridosso del “centro sportivo”: perché non lì visto che sono collegati al pallone, al campo d’atletica e quello da rugby; C’è un’altro giardinetto in cima a via Colle dell’Elefante, di cui non conoscevo l’esistenza, che ho scoperto portando il cane di amici a fare una passeggiata: è tenuto “chiuso” con un bel cancello e all’inizio della salita a ridosso della rotonda ne stanno costruendo un’altro!

Basterebbe solo la volontà di cambiare le cose e di migliorare un po la vita di tutti i cittadini! “

“Questo è il link di un video del Creedence Skatepark di Castrezzato giusto per farti e far capire cosa significhi “sbattersi un po’”: Creedence Skatepark Castrezzato “

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