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Il racconto dei primi pionieri

“Lo Sviluppo di Colleferro ebbe inizio negli anni 1913-1914 dopo la dismissione dello zuccherificio della soc. Valsacco. Lo Stabilimento, ormai in disuso, fu oggetto di riconversione a fabbrica di esplosivi da parte dell’ing. Leopoldo Parodi Delfino già senatore ed il senatore Giovanni Bombrini.

Lo stato italiano incentivò la nascita dello stabilimento per motivi strategici con lo scopo di avere, nel proprio territorio, una produzione di esplosivi lontana dai confini con l’Austria, visto i venti di guerra che spiravano in quel periodo. La prima difficoltà che si presentò per avviare la produzione fu quella di reperire personale qualificato dato che, per un patto stipulato tra i dirigenti Sipe di Avigliana ed i dirigenti della nuova società B.P.D. , era vietata l’assunzione di esperti in materia di esplosivi in forza nello stabilimento di Avigliana. Da parte della dirigenza sella Sipe fu suggerito ai dirigenti della costituenda fabbrica della società B.P.D. di contattare personale qualificato che aveva prestato servizio presso il loro stabilimento e che, per varie necessità, era espatriato andando a lavorare in Messico e precisamente a DINAMITA in provincia di DURANGO, dove c’era grande richiesta di personale specializzato nel settore esplosivistico.

 

In quel periodo, vista la necessità di dare rapido inizio alla attività produttiva del nuovo stabilimento, furono inviati in Messico emissari per conto del senatore Leopoldo Parodi per contattare direttamente e convincere le famiglie piemontesi Girardi, Borla (cugini inseparabili), Gallo Piccobotta, di ritornare in Italia per essere assunti presso il nuovo stabilimento. In quel periodo in Messico si viveva un clima di rivolta, i peones osteggiavano il regimedittatoriale di Porfirio Diaz, la rivolta era capeggiata da Francisco (Pancho) Villa ed Emiliano Zapata, correvano gli anni 1910.1911, il tutto sfociò in seguito nella guerra civile Messicana, anno 1913-1914.

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Francisco Pancho Villa

Per gli eventi di guerra che incutevano fondati timori per l’incolumità personale e dei loro cari, per l’offerta di lavoro assai appetibile che esaudiva in tutto le richiesta avanzate, le quattro famiglie decisero per il rimpatrio avvenuto nel mese di Aprile del 1914. Quanto sopra può essere verificato dalla documentazione allegata in fotocopia. Ebbe inizio così la produzione del nuovo stabilimento Bombrini. Parodi. Delfino SEGNI SCALO all’epoca sotto il comune di Roma.

 

Giovanni Girardi nacque ad Avigliana, in provincia di Torino, il 26/12/1874, sposato con Ricotti Margherita, ebbero n°10 figli, Giuseppe, Paolo, Guglielmo, Mario, Olga, Ottavio, Oreste, Ilario, Maria, Ausilia. Non tutti i figli nacquero in Italia, Ottavio, Olga, Oreste nacquero in Messico e precisamente nella città di Dinamita, località Gomez Palascio, Durango, Mexico.

I coniugi Girardi Giovanni e Ricotti Margherita - anno 1900

Per la professionalità e la serietà nell’espletamento del proprio lavoro, come responsabile del reparto esplosivi, grande fu l’apprezzamento e la gratitudine da parte della famiglia Parodi.

 

A seguito dell’esplosione del reparto tritolo, Girardi Giovanni morì, era il 7/02/1929 ed il senatore Parodi, volle essere il tutore dei figli minorenni sino al raggiungimento della maggiore età. Nel cimitero di Colleferro, in memoria del tragico evento, fu eretta una tomba monumentale che si trova sul lato della strada che dall’ingresso principale del cimitero conduce alla cappella.

 

Monumento funebre rappresentante una colonna spezzata (simbolo di vite interrotte) dove è sepolto Girardi Giovanni ed i suoi tre sfortunati colleghi Borla Francesco, Fontana Giuseppe, Talone Tobia

Questo angoscioso evento che costò la vita a 4 persone, verificatosi prima che Colleferro diventasse comune, anno 1935, viene sistematicamente dimenticato anche perché molti lo ignorano e non fu così funesto come lo scoppio del tritolo avvenuto il 19/01/1938 dove persero la vita 60 persone tra cui il figlio di Giovanni Girardi, Paolo e ci furono circa 1500 feriti più o meno gravi.

Se Colleferro ha avuto in passato lo sviluppo industriale riconosciuto in tutto il mondo, ciò è stato merito anche del sacrificio delle famiglie che vi lavorarono sin dall’inizio dell’anno 1914, ritenuti i veri pionieri che videro la nascita dello stabilimento, affrontando sacrifici e disagi di ogni tipo dato che in loco non esisteva nulla o quasi.

 

A riguardo i figli di Giovanni raccontano che la mamma Margherita, trascorso un lunghissimo periodo di ambientamento soleva ricordare loro che il giorno del suo arrivo presso la locale stazione ferroviaria Segni-Paliano, Giovanni rimase colpito dalla desolazione del luogo manifestando l’intenzione di non fermarsi e che fu lei che disse al marito : “mi hai fatto girare mezzo mondo, è ora che mettiamo le radici in un posto” e Colleferro è stato quel posto.

 

In seguito tutti i figli di Giovanni hanno lavorato presso lo stabilimento B.P.D. di Colleferro e della Calce e Cementi e a quattro di loro, Mario, Ottavio, Oreste, Ilario, il 1° Maggio del 1968, alla presenza del presidente della repubblica Saragat, fu conferito l’attestato di “MAESTRO DEL LAVORO”. All’epoca i quattro fratelli avevano superato abbondantemente in totale più di 160 anni di lavoro sempre nella stessa società “BOMBRINI. PARODI. DELFINO”.

 

 

L’iniziativa “1912-2012 Cent’anni Bastano?” è organizzata dalla Rete per la Tutela della Valle del Sacco e dal Gruppo Logos.

Il documento originale è sfogliabile qui.

 

 

Un commento

  1. Viesi Isabella

    21/02/2019 @ 12:54

    Mio nonno Ing Settimo Viesi ha lavorato come esperto in esplosivi a Dinamita ed e nato li mo zio Dino ( dal nome della cittadins ) che in seguito divenne direttore generale della banca di Roma , Nello stesso periodo mi rccontava mia nonna Maria ( moglie di Settimo) che naxque una bimba sempre da genitori Italiani che chiamarono Mita ,
    Questi erano i migranti italiani nel mondo

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