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LA MITICA STORIA DELLA BPD COLLEFERRO CALCIO_7

Chi furono gli artefici di tanti successi? Tutti, dai titolari alle riserve, dal pubblico ai dirigenti. Per i giocatori, oltre a quelli già citati, voglio ricordare Consonni, che pian piano in difesa prese il posto di Ricci, già avanti con gli anni. Consonni era un atleta vigoroso, insuperabile nel gioco aereo e di grande vitalità. Quando prendeva in consegna un attaccante, non lo mollava più. Lo inseguiva fino…alla porta di casa. Oltre a non fargli beccare palla, lo faceva uscire dal campo con le ossa rotte. Giocava al limite del lecito sportivo. Per lui la partita era una guerra. A Pontedera prese di mira il centravanti e lo marcava in modo ossessivo. Il malcapitato si difese con affronti e parolacce, intaccando l’onorabilità di tutti i parenti di Consonni, cominciando dalla madre. Si vinceva 1-0 e l’espulsione di un giocatore, specialmente di un difensore sarebbe stato fatale. Consonni non era tipo da sopportare la mosca sul naso, ma abbozzò per utta la partita. Al termine, anziché prendere la strada del nostro spogliatoio, quatto quatto si infilò in quello degli avversari, affrontò il centravanti e lo atterrò con un cazzottone poderoso. Non ci fu reazione.

Da ricordare Scamos e Standoli, riserve di lusso che furono molto utili nell’economia generale della suqdra. Mucci, colle ferrino doc, un bel giocatorino venuto su dal nostro vivaio. In seguito, farà una bella carriera da giocatore e da allenatore. Da ricordare Bruno di Giulio che, chiuso da Consonni, Schiuma e Garzia, fu costretto ad emigrare alla Romulea, al Sora ed al foligno, ma lasciò il cuore a Colleferro, dove si è felicemente sposato con Teresona, una delle più belle tifose rossonere.

Abbiamo già detto che nella Regione, dopo la Roma e la Lazio venivamo noi della BPD, ci chiamavano spesso a disputare gare di allenamento. La Roma navigava nella metà bassa della classifica di serie A e combatteva per non retrocedere, pur avendo in squadra fior di campioni e qualche fuoriclasse come Nyers, nazionale ungherese, proveniente dall’Inter, che fu diverse volte capo cannoniere del campionato Italiano. C’era Ghiggia, anche lui un fuoriclasse sudamericano., Pandolfini (detto Pandora), Losi, Moro, Eliani, Venturi ed altri giocatori della nazionale italiano. Nonostante ciò, in un allenamento che si tenne allo stadio Torino, mettemmo sotto la Roma segnando tre reti; un cappotto, praticamente. Molti giornali gridarono allo scandalo e gli elogi furono tutti per noi tanto che un giornale romano titolò l’articolo così:

“ Giallorossi in vena di eccessiva confidenza, rossoneri sorprendenti ed applauditi”.

In quegli anni la Roma andava male ed in seguito finì in serie B; tutto lasciava immaginare che in B ci saremmo finiti noi ed un giornale avverso ai capitolini ironicamente scrisse che il prossimo derby laziale sarebbe stato Roma – BPD Colleferro.

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