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E SE COLLEFERRO GIOCASSE LA CARTA DEL CENTRO COMMERCIALE NATURALE?

 

L’architetto Roberto Felici rilancia la proposta attraverso una serie di considerazioni ed ipotesi nella seguente “RELAZIONE PER UN CENTRO COMMERCIALE URBANO”

“L’impoverimento delle piccole attività commerciali, avvenuto in piccole e grandi città, anche a causa dell’insediamento di nuovi centri commerciali “extra moenia”, ha creato gravi problemi economici, ma anche urbanistici, pesanti; Negli ultimi anni c’è stato un forte cambiamento di costumi e di movimento, soprattutto di tipo veicolare, dei cittadini, a scapito degli spostamenti pedonali.

Senza demonizzare i nuovi centri di aggregazione occorre inventare nuove soluzioni urbane che possano recuperare i piccoli negozi ma soprattutto l’identità cittadina all’interno del centro urbano e far ritrovare il gusto del passeggio ai cittadini.

I centri urbani che nella trasformazione industriale si sono trovati inadeguati a proporre delle strade accoglienti (dei luoghi d’incontro uniformi e compatti nell’offrire quinte stradali eleganti e di fascino), devono sviluppare il concetto, che in alcune realtà territoriali ha già dato risultati, di “CENTRO COMMERCIALE NATURALE” o “CENTRO COMMERCIALE URBANO”.

L’idea è di individuare una lunga strada o zona centrale, pedonalizzarla se possibile, aggiungere e completare i punti vendita esistenti e organizzare globalmente l’intera zona, secondo un progetto urbanistico-architettonico e non solo di arredo urbano.

Bisogna adeguarsi ai costumi attuali, considerare l’area un tutt’uno, sia per le soluzioni funzionali (parcheggi, piste ciclabili, percorsi pedonali), ma anche e soprattutto per le soluzioni atte a suscitare nei passanti situazioni emozionali e di conforto particolari: illuminazione variabile, per intensità e colore, secondo le ore o le ricorrenze, luoghi di sosta confortevoli con possibilità di ascolto e di informazione visiva, chioschi e punti vendita trasparenti e attraenti, verde, alberi, ludoteche all’aperto per accogliere i bambini mentre le mamme visitano i negozi.

Nuovi CENTRI COMMERCIALI URBANI per dare ai cittadini la possibilità di passeggiare nella propria città, oltre che fuori, creando nuove sinergie economiche e turistiche.

Colleferro possiede tutte le buone caratteristiche per la riqualificazione di aree già commerciali, e lo sviluppo di diversi centri commerciali urbani.

L’area Turati-XXV Aprile-Consolare Latina-Via Petrarca-Gobetti-Boccaccio può davvero avere valore per essere un grande “magnete di attrazione commerciale” per tutto il territorio e non solo per Colleferro.

A Corso Turati ci sono enormi POTENZIALITA’, sia per le caratteristiche “naturali” sia per via di alcuni operatori che potrebbero essere artefici della riqualificazione, intervenendo personalmente, e contribuendo alle eventuali soluzioni che prenderebbe l’amministrazione comunale, per esempio portando grandi nomi internazionali nel campo dell’abbigliamento e, per quanto riguarda invece i servizi, partecipando anche economicamente alla realizzazione di parcheggi sotterranei, per avere “polmoni” di posti auto e alleggerire notevolmente la superficie stradale da godere in serenità, ottenendo così una bellezza da vivere in città e non fuori, con una gioia ed un fascino davvero grandi. ”

 

4 commenti

  1. ciao, volevo fare un appunto sulla pedonalizzazione di via 25 aprile.
    è un emblema a mio parere della pochezza, della mancanza di coraggio di un amministratore che non volendo togliere una via per non inimicarsi i commercianti (presumo) e non potendo tornare indietro sulla scelta della pedonalizzazione (mi auguro) ha fatto tutte e due le cose.

    cosa è cambiato ? ognuno dica la sua. per me c’e un coso di ferro (un dissuasore mobile) che dovrebbe consentire il passaggio dei mezzi di emergenza sull’isola pedonale, come un faro urbano che illumina la paura di cambiare.

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  2. Beh, se ci pensiamo bene, moltissime città nascono proprio come centri commerciali!
    I centri urbani nascevano all’incrocio di due strade dove il flusso di persone era elevato e si sviluppavano in modo da garantire lo sviluppo economico tramite il commercio. Insomma, i centri storici sono già centri commerciali!
    Certo le nuove città come Colleferro escono un po’ da questi schemi, ma comunque si può osare come indicato nell’articolo.
    Finsco dicendo che se i commercianti (che non sono urbanisti) hanno paura di cambiare, i politici (soprattutto all’inizio del mandato) dovrebbero osare confortati dai risultati di altre realtà.

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  3. Rosamaria Chimisso

    18/05/2012 @ 14:05

    Esiste una legge regionale che favorisce la nascita di centri commerciali naturali già da anni. Chi non ha la memoria corta dovrebbe ricordare che nel ’97 alcuni commercianti di via XXV aprile avevano intrapreso un’iniziativa e fatto una proposta. Va anche ricordato che non riuscirono a portarla avanti, non essendo riusciti a coinvolgere un buon numero di operatori, ma anche perche’ l’amministrazione non capi’ il metodo con il quale veicolarla. Se si vogliono fare queste proposte bisogna accettare che lo spazio pubblico che viene ad esempio pedonalizzato sia gestito dagli operatori stessi che a riguardo chiedono alle amministrazioni certezze ( non e’ possibile occupare quello spazio dal giorno alla notte per fare un comizio o altro). Quanto alla fattibilita’ chi oggi rilancia questa proposta deve ammettere che all’intorno delle aree da lui citate, si e’ saturato il suolo con interventi che hanno pregiudicato la creazione di parcheggi ed altre strutture in prossimita’ ai luoghi del piccolo commercio. Qualcosa certo si può ancora fare ma il primo passo e’ porre fine all’uso dei piani integrati che tanto piacevano all’arch. R.Felici. Questo mio amico e collega dovrebbe ammettere che non hanno sortito il risultato che lui sperava. Comunque, visto che si sta redigendo il nuovo PRG, e’ bene che chi e’ convinto della bonta’ della proposta, la faccia pervenire a chi di dovere. Roberto peraltro sedeva o siede nella commissione per questo nuovo piano. E’ stato molto ascoltato, lo sara’ ancora.

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  4. Andrea Colaiacomo

    25/05/2012 @ 06:32

    Scusa non ho capito perchè dici di porre fine ai piani integrati.
    I piani integrati dovrebbero essere lo strumento principe per realizzare le cose.
    Certo che se sono piani e se sono integrati, si deve redigerli sapientemente e soprattutto si deve portare a termine quanto previsto.
    E’ chiaro che se si comincia un pezzo, poi si abbandona, poi si fa la variante, poi si torna indietro…beh questo non è un piano.

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